Scienza, Magia ed Esoterismo

di Carlo Dorofatti


Desidero portare una riflessione che possa contribuire al fare chiarezza, in modo tale da non mischiare troppo le carte, i piani e i terreni sui quali si desidera muoversi quando ci si occupa di ricerca a qualunque livello: scientifico, alternativo, spirituale, per proporre un approccio forse utile per sfoltire le
stupidaggini che disturbano sia una sana "ricerca di coscienza" (spiritualità, ricerca interiore o come la si voglia chiamare) sia la stessa "scienza" quale concreto strumento di esplorazione della realtà.

Ritengo peraltro che queste due sfere esplorative, la scienza e la coscienza, debbano senz’altro interagire, pur rispettando le loro logiche, dinamiche e leggi peculiari, aspirando ad una definitiva integrazione.

Chi non è nè carne nè pesce sono quei new-agers (che sulle fantasie della pseudo-scienza e coscienza ci campano) e quegli scienziati frustrati in preda ad una depressione mistica perchè abbastanza aperti per intuire "altro" ma non abbastanza umili per cambiare logica, e quindi certamente non equipaggiati per capire ciò che hanno per le mani, ma pronti a trasformarsi in fanatici religiosi (di solito riscopertisi cristiani ad oltranza!).

 Queste due categorie di illusi, quando si trovano di fronte ai richiami della scienza o alle evidenze di una più autentica  spiritualità reagiscono in modo convulso e contraddittorio proprio perchè vivono nella terra di mezzo dell'illusione e della mal comprensione, cioè della confusione.

E' proprio questa terra di mezzo che mi piacerebbe vedere evaporata: gli angioletti, gli alieni e le fantasie spiritual-dna-quantistiche del baraccone New-Age, così come i novelli paladini della scienza illuminata "unica e vera". Entrambe queste categorie di "fenomeni" sono ben più dannosi dei preti e degli scienziati d'accademia, o del cicap, il nostro caro comitato di "ufficialologi" che ormai abbiamo imparato a conoscere (nel bene e nel meno bene).
Tranquilli: si sta solo cercando di fare un po' di ordine e di ristabilire una certa chiarezza nei termini, negli ambienti e nei campi della ricerca. E restituiamo nelle mani della sensibilità e della libertà individuale quei valori da troppo tempo delegati ad autorità spirituali e scientifiche che si sono fatte sempre più lontane dal sapore autentico delle cose e della vita.

Facciamo ordine, facciamo chiarezza e non confondiamo i piani tra di loro. Lasciamo che la mistica e la sensibilità esprimano le loro percezioni, concediamo il giusto posto alla tradizione spirituale e alla conoscenza magica senza tempo, così come alle scienze del nostro tempo.

Ne beneficeremo tutti: i new-agers avranno irrobustito i loro riferimenti, gli scienziati ortodossi non si sentiranno attaccati perché ci si muove su un terreno differenti, mentre gli scienziati più "audaci" avranno modo di fruire di scenari più chiari se vorranno affacciarsi a nuove possibilità con le giuste chiavi di lettura e senza “buttar via il bambino con l’acqua sporca”.

Chi vorrà fare ricerca spirituale non sarà confuso dagli anatemi e dalle necessità scientifiche (che se mai costituiranno un valido sostegno), e chi vorrà occuparsi di scienza illuminata potrà farlo senza sentirsi (giustamente) offeso dai vaneggiamenti dei tuttologi della moderna New-Age, per rifarsi eventualmente ad una Gnosi autentica come possibile chiave di lettura anche dei fenomeni più controversi (mi riferisco, ad esempio,  all'ufologia).

Tutto questo nell'attesa di un rinnovato paradigma e del recupero di quella bella immagine classica e rinascimentale dell'Uomo Completo, figura ideale che abbiamo smarrito tra le strettoie del positivismo (del resto serviva anche quello per ripigliarsi dai dogmi ecclesiastici!).

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