La New Age alla frutta: psicologia spicciola e american-marketing.

C’è grossa crisi, come diceva Guzzanti nei panni del guru. E con la crisi arriva il sogno della soluzione “facile”: essere un “esperto”. Oggi tutti sono esperti: aprono pagine sui social, scrivono libri in un batter d’occhio, confezionano slogan efficaci. Possono farti stare bene, insegnarti a vincere, a risolvere, ti risvegliano la coscienza, basta comprare un semplice ebook o partecipare a un corso, di quelli super efficaci naturalmente, comprare la soluzione definitiva. Basta un click! Non lo fanno solo gli improvvisati dell’ultima ora, ma anche coloro che potrebbero rappresentare qualcosa di un po’ più serio, scelgono di abbassare il profilo, semplificare, psicologizzare e vendere velocemente, senza scrupoli. Vendere e via. I primi si leggono qualche libro qua e là, i secondi studiano marketing, e oplà! … tutti sul mercato. Ecco la frontiera della spiritualità 2.0, la turbo New Age alla quale neanche Bergoglio vuole rinunciare!

Finalmente, il tempo è giunto: questa è la New Age arrivata al fondo del barile. E con lei alla frutta sono arrivate le psicologie da manuale, l’esoterismo “for dummies”, i parolai del risveglio e i vampiri dell’anima (e del portafogli), i teatranti. È finita. È finito il tempo delle comuni (che hanno dato davvero il peggio), è finito il tempo dei profeti, è finito il tempo delle cazzate. Avete rotto. Ci avete stufato. Lo show è noioso, ripetitivo, fasullo.

C’è un ritorno: sottile, sotterraneo, delicato, quasi impercettibile. Io lo sento. C’è voglia di tornare a sudare, ad impegnarsi, a confrontarsi con cose non facili e non a portata di mano. Si è capito che non ci sono scorciatoie e la vecchia cara Antica Arte fa capolino. E quando la si incontra, anche per caso (per caso?), la differenza la si vede subito! Forse non ne faremo niente: meglio così. Meglio niente che subissati di stupidaggini. Sì perché si capisce subito che ci sarà da lavorare sodo! Ma forse, invece, qualcuno coglierà l’attimo. Spurgate le fogne, sturati lavandini e cessi, scrostate le tubature – dentro e fuori di sé – l’acqua pura e pulita, trasparente e buona, ricomincia a fluire.

E tu: l’hai sentita la differenza? Ti è capitato?

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